Reportage di viaggio:il primo giorno in Olanda
di Cristiano
Il 7 Novembre di quest’anno, con altri
nove ragazzi della scuola, sono partito:destinazione OLANDA! Questo è stato
possibile grazie al progetto Comenius; per chi ancora non lo sapesse ancora il
progetto Comenius consiste in uno scambio culturale per le scuole secondarie e
coinvolge un istituto per nazione partecipante al progetto di partnerariato
che,nel nostro caso, era stato stretto tra Olanda, Italia, Spagna, Grecia e
Francia. L’obiettivo è quello di condividere tra docenti buone pratiche
didattiche e di favorire nei ragazzi la conoscenza reciproca, la
cittadinanza attiva e consapevole, anche in previsione di un futuro lavorativo
o di istruzione in un Paese europeo, con i progetti Erasmus, Youth on the
move…eccPrimo giorno
Mi sveglio verso le 8:30, accendo la luce della camera, vedo la valigia sul divano, pronta per essere chiusa. In quel momento entra in casa mia madre, mi saluta e comincio a preparare i documenti con cui dovrò partire. Arrivo a scuola verso le 9:00 ed al posto del mio solito zaino porto dietro me il trolley. Con i professori abbiamo aspettato l’ arrivo degli altri compagni di viaggio e poi ci siamo recati nel laboratorio linguistico per ripassare le ultime frasi consigliate dalla Laintila. Alle 11:00 abbiamo approfittato dell’ orario di ricreazione per salutare i nostri compagni di classe. Un ultimo sguardo alla scuola e poi la partenza. Il tragitto tra Valmontone e Ciampino lo abbiamo percorso in uno dei tanti pullman della ditta “Cerci” a scambiarci i numeri di telefono con le insegnanti. Dopo il check-in abbiamo aspettato con ansia la chiamata per l’imbarco. Alle 15:05 siamo partiti con il volo “Ryanair”. Il mio primo viaggio a 20 kilometri sopra il suolo è stato come in un normale pullman, l’ unica differenza si è rivelata l’ esterno: le montagne sembravano un foglio di carta stropicciato e le nuvole, schierate in fila ed accalcate tra di loro, somigliavano ad un gregge di pecore; fuori dall’oblò scrutavo un ambiente totalmente nuovo e suggestivo. Adesso sapevo darmi una risposta alle domande “com’ è lassù?” “mi verranno le vertigini standoci?”. L’ aereo il cui atterraggio era previsto per le 17:20, è arrivato con ben venti minuti di anticipo! All’ aeroporto di Eindhoven siamo saliti su un taxi da 15 posti e ripartiti, in direzione Nijmegen. Appena ho letto su un cartello che in italiano significava “benvenuti a Nijmegen” i brividi hanno percorso ogni singola parte del mio corpo, forse perché fino a quel momento avevo avuto contatti semplicemente chattando con Gosling (il mio partner olandese) e non sapevo niente del suo aspetto. Arrivati al Mercure hotel (luogo d’ incontro) le palpitazioni sono aumentate a dismisura e scesi dal mezzo ho sentito una voce di accento straniero: “Cristiano?”: Ecco, era lui, Gosling mi chiamava, alzo lo sguardo, è magro e più alto di me, sorrido, saluto la sua famiglia e insieme ci dirigiamo verso casa. Durante il viaggio in macchina milioni di pensieri attraversano la mia mente, guardavo fuori dal finestrino e cercavo di rispondere alle domande del mio amico olandese, all’ inizio con difficoltà, poi più facilmente.
