| aspettando l'imbarco |
È iniziato il nostro viaggio in Europa, destinazione: Mutzig, lì incontreremo i nostri compagni europei. Oggi, alle 12:45, un po’ preoccupati e curiosi di intraprendere questa avventura, ci siamo ritrovati con le nostre insegnanti all'aeroporto di Ciampino in attesa della partenza, prevista per le 14:45.
Dopo un primo momento di imbarazzo, noi ragazzi abbiamo subito preso confidenza con la nuova situazione, sentendoci parte di un gruppo. Imbarcate le valigie e superati i controlli di rito, abbiamo consumato insieme un pranzo veloce. In attesa dell’imbarco abbiamo ingannato il tempo concentrandoci sul programma di viaggio, rammentando con “preoccupazione” che avremmo dovuto cantare l’inno del Comenius, composto dalla nostra scuola. Preoccupati di fare una brutta figura, abbiamo cominciato a
canticchiarlo, concentrandoci sulla strofa in francese, davanti agli sguardi divertiti dei viaggiatori, a causa della nostra pronuncia. Finalmente era arrivata l’ora della partenza.
Dopo un viaggio gradevole, caratterizzato da allegria, siamo atterrati a Baden-Baden e dopo aver documentato il momento dell’arrivo, abbiamo preso la navetta che ci avrebbe condotti a destinazione. Durante il percorso abbiamo avuto modo di ammirare, seppure da lontano, la famosa Foresta Nera e di attraversare l’ancor più noto fiume Reno, protagonista di tanti eventi storici.
Giunti finalmente all’hotel, in cui avrebbero alloggiato le nostre insegnanti e dove avremmo incontrato i compagni che ci dovevano ospitare, ci assalì una certa impazienza di rivedere il nostro amico francese Romaric. Con un po’ di sorpresa apprendemmo che in realtà, avremmo passato la serata ospiti di un suo amico, Guillaume e avremmo incontrato Romaric solo dopo cena. Fatte le presentazioni e ingannato il tempo con una partita alla wii, era arrivata l’ora di cena. La madre di Guillaume, un’ottima cuoca, ha cucinato per noi la pasta gratinata con formaggio, prosciutto e funghi e, per dessert, una bella coppa di gelato al cioccolato. Dopo cena è arrivato Romaric accompagnato da suo padre, che ci ha portati a casa presentandoci al resto della famiglia. Dopo una piacevole conversazione con Elisa e Manon, le sorelle di Romaric, la signora Catherine, la mamma di origine inglese, Luc, il papà e Romaric, siamo andati a dormire. Avevamo due stanze separate perché nella casa c’erano 4 camere da letto. Eravamo molto stanchi, quindi ci siamo immediatamente addormentati, emozionati per la nuova esperienza.
SECONDO GIORNO... MUTZIG
Dopo una dormita rigenerante a casa di Romaric, il nostro partner francese, abbiamo iniziato con tanta curiosità il nostro primo giorno a Mutzig. Il programma prevedeva un incontro presso il Collège Louis Arbogast, la scuola di Mutzig, e successivamente una visita guidata del paese. La scuola di Romaric è molto accogliente, si sviluppa su tre piani ed ogni alunno ha a disposizione un armadietto per custodire il materiale scolastico. Le aule sono ampie, luminose e pulite. La scuola dispone inoltre di una sala per la mensa, ben
| la mensa scolastica |
arredata e accogliente, una biblioteca riservata agli alunni, con diversi computer e un’ampia scelta di libri.
La campanella è molto particolare poiché a seconda del periodo, cambia melodia. Mentre visitavamo la scuola abbiamo notato delle differenze rispetto alla nostra: nella struttura e nell’organizzazione. Mutzig è un piccolo paesino nei pressi di Strasburgo, che offre tutti i servizi di cui si ha bisogno. Con l’occhio attento e forse un po’ inesperto del turista abbiamo notato che questo piccolo paesino è ricco di storia, soprattutto per la presenza di un forte, appartenuto ai tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale. Il forte è situato su di una collina, a pochi metri dal centro di Mutzig. Ancora oggi, grazie ai restauri è infatti possibile visitare quello che un tempo era stata la casa di 400 soldati. Al termine della nostra gita al forte ed attraverso le vie principali di Mutzig, siamo ritornati in un edificio dove ci hanno intrattenuti con un piccolo spettacolo, che è terminato con la nostra performance dell’inno del Comenius. Dopo cena, nella quale la signora Catherine ci ha fatto conoscere alcune delle specialità alsaziane, Romaric e le sorelle ci hanno accompagnato su di una collina situata nelle vicinanze per una tranquilla passeggiata. Rientrati a casa abbiamo appreso che non saremmo stati soli ancora a lungo, infatti ad attenderci c’erano due amici di famiglia molto simpatici, che si sono mostrati accoglienti nei nostri confronti. Con loro
abbiamo indetto un emozionante torneo di calcio balilla dal quale, alla fine, le donne sono uscite vincenti !!!
TERZO GIORNO... STRASBURGO
| la stazione ferroviaria di Strasburgo |
Oggi 8 maggio, alle ore 7:45 a.m. ci siamo ritrovati alla stazione di Mutzig, aspettando con impazienza l’arrivo del treno, che ci avrebbe condotti a Strasburgo come da programma. Dopo un viaggio piuttosto confortevole ma di breve durata, siamo giunti alla Gare de Strasbourg, la stazione di Strasburgo, alle ore 8:30 a.m., dove ci attendeva una guida che ci avrebbe accompagnato nella parte storica e tipica di Strasburgo. Dopo una breve introduzione alla storia della città, abbiamo iniziato il nostro tour. Strasburgo è una città ricca di storia e di cultura; è stata scelta come sede del Parlamento Europeo per la sua posizione centrale in Europa e per riconciliare le ostilità tra Francia e Germania. La prima cosa che si nota di Strasburgo è la strana ma tipica altezza delle case, che non disponendo di sufficiente spazio orizzontale, si sono sviluppate in altezza. Una delle cose più belle di Strasburgo è la particolare cattedrale gotica protestante, che con la propria bellezza non può fare a meno di catturarti.
Dopo una breve visita nella cattedrale e dopo un interessante giro per le vie di Strasburgo, ci siamo diretti verso il porto dove ci aspettava un battello che ci avrebbe fatto visitare, da un altro punto di vista, la città! Accompagnati da un audio-guida abbiamo percorso, lungo le vie del fiume i luoghi stracolmi di storia e di leggende. Finito il nostro giro i referenti francesi ci hanno guidati in un ristorantino nelle vicinanze, dove abbiamo assaporato alcune delle specialità alsaziane. Finito di pranzare, abbiamo preso un pullman che ci ha portati al castello di Haut-Koenigsbourg. Per saperne di più sulla storia del castello ci siamo fatti guidare da un esperto che ci ha illustrato le vicende dei diversi personaggi che lo avevano abitato, che erano sempre di nazionalità francese o tedesca. Attualmente il castello è adibito a museo. Tornati finalmente a Mutzig abbiamo salutato le nostre insegnanti e abbiamo consumato una cena “francese” che prevedeva: riso con carciofi e funghi accompagnato da carne e verdura, e per finire un delizioso yogurt ai frutti di bosco steso su un letto di savoiardi.
QUARTO GIORNO... PARTENZA
Purtroppo il nostro viaggio in Francia era giunto al termine. Alle 7:30 siamo usciti da casa di Romaric con i nostri bagagli e abbiamo salutato le sorelle e il padre che, per motivi familiari non potevano accompagnarci a scuola. Giunti davanti alla scuola ci rimaneva solo di aspettare l’arrivo degli insegnanti europei e dei rispettivi alunni. Verso le 8:00 le nostre valigie erano nel bagagliaio di un professore francese e noi aspettavamo di partire per Obernai, che avremmo visitato prima della nostra partenza. Arrivati a Obernai e dopo aver ascoltato una breve ma dettagliata descrizione della città, ognuno con i propri compagni e con le proprie insegnanti, ha visitato liberamente la città. Dopo aver fatto acquisti in quasi tutti i negozi di Obernai, siamo ritornati in auto davanti all’hotel dove ci attendeva la navetta. Affrontato nuovamente il breve percorso che separava Mutzig da Strasburgo, siamo arrivati all’areoporto un po’ tristi di terminare la nostra avventura. Superati “per miracolo” i controlli di rito, data la severa attitudine alle regole dei tedeschi e i nostri bagagli al limite del peso consentito, ci siamo ritrovati stanchi morti sull’aereo in attesa di rivedere i nostri cari.
RIFLESSIONI SULL’ESPERIENZA
Questa esperienza è stata per noi un’occasione per migliorare la nostra conoscenza del francese e per conoscere espressioni colloquiali e di routine: adesso ci sentiamo molto più sicuri di noi stessi quando dobbiamo comunicare in lingua straniera. Inoltre, il fatto di viaggiare senza i nostri genitori, ci ha responsabilizzati molto dal punto di vista della gestione del denaro che avevamo con noi e degli oggetti di valore a cui dovevamo stare più attenti. Abbiamo potuto conoscere una realtà diversa dalla nostra, una scuola con una diversa organizzazione che ha tanti pregi ma anche qualche difetto e che per molte cose ci è piaciuta molto! Ci siamo sentiti anche in dovere di applicare gli insegnamenti dei nostri genitori e dei nostri insegnanti sul rispetto delle regole e il comportamento perché eravamo in un Paese diverso con una cultura differente, quindi sentivamo di dover rappresentare al meglio tutti gli alunni della nostra scuola e della nostra nazione.
Marianna Marchese e Alessio Bove
ISTITUTO “Card. O. Giorgi”
Valmontone (RM)